martedì 25 settembre 2012

Fnac Verona : Il Samsara di Alice «Cantare è pregare»

Il titolo dell'album è un termine in sanscrito: indica il flusso e la ciclicità della vita. Battiato è tornato a scrivere per lei 


(Foto Brenzoni)


Verona, 25 settembre. È bellissima, bravissima, fascinosa, misteriosa, imprevedibile, non allineata all'omologazione e alle banalità dello show business. Ce n'è quanto basta per non perdersi, oggi pomeriggio alle 18, l'incontro al Forum Fnac con Alice, che verrà a presentare il suo nuovo album Samsara uscito la settimana scorsa per la Arecibo, etichetta discografica di proprietà della stessa interprete ed autrice di Forlì. In sanscrito Samsara indica l'incessante flusso e la ciclicità della vita, rappresentati da un ruota che gira. «Cerco di vivere nel presente, consapevolmente, e di vivere ogni attimo. Il presente è frutto del passato e determina il futuro, ma è l'unica realtà», ha spiegato la cantante che da novembre a gennaio sarà in tour in Italia e poi proseguirà con una serie di date europee. Un nuovo disco di inediti, a quattordici anni di distanza dal precedente Exit del 1998, a suggellare ulteriormente e con coerenza una carriera quarantennale, visto che la prima affermazione di Alice risale addirittura al 1971 con la vittoria al Festival di Castrocaro (ancora con il suo nome di battesimo, Carla Bissi). Samsara, ancora una volta, si caratterizza per le scelte mirate dei brani interpretati da Alice, che è peraltro anche autrice di due delle canzoni in scaletta, Orientamento e Sui giardini del mondo, quest'ultima composta insieme a Marco Pancaldi già dei Bluvertigo. Tra le altre prestigiose firme di Samsara, spiccano due pezzi di Tiziano Ferro, Mino De Martino (uno dei Giganti) con quattro canzoni a suo nome, Lucio Dalla, Giuni Russo, e Franco Battiato, tornato a scrivere per Alice il brano Eri con me. Un sodalizio storico e felicissimo, quello tra Alice e il musicista siciliano. La collaborazione tra loro partì nel 1980 per l'album Capo Nord, che conteneva tra le altre Il vento caldo dell'estate, brano di notevole successo che fece da preludio a Per Elisa, canzone vincitrice del Festival di Sanremo 1981. Da lì, e dall'album intitolato semplicemente Alice, un percorso artistico decisamente originale ed eterogeneo che ha portato Alice alla fama anche a livello europeo e a cimentarsi, sempre con esiti di grande classe, in diversi ambiti stilistici, e a fianco di grandi nomi della musica mondiale (da Tony Levin a Steve Jansen dei Japan, da Paolo Fresu a Stefano Battaglia...).  «Vivere il mondo illusorio che il successo ti dà», ha detto Alice pochi giorni prima dell'uscita dell'album (18 settembre), «rischia di mandarti fuori dalla realtà. Tutto dipende da cosa vuoi. Io non ho fatto musica per il successo, il potere o i soldi. Ma il mio posto era evidentemente questo. Sono convinta che il canto sia la forma più alta di preghiera». «Non mi sembra vero che questo progetto si sia concretizzato. Non era facile realizzare il disco autonomamente e al di fuori di qualsiasi schema, rinunciando alla distribuzione con una major. L'idea era di essere fondamentalmente interprete e di assemblare canzoni che rispecchiassero un microcosmo, in tutte le sue sfaccettature». L'incontro di questa sera al Forum Fnac sarà condotto da Enrico de Angelis, direttore artistico del Club Tenco, che nel 1985 ha assegnato ad Alice la Targa riservata alla «miglior interprete» per l'album Gioielli rubati, interamente focalizzato sulle canzoni di Franco Battiato. Beppe Montresor, L’Arena.it