Alice

Alice

sabato 3 dicembre 2011

Babylonia feat. Alice - "Io sono il deserto"


Taken from the BABYLONIA album "THE ETHEREAL COLLECTION" including all singles from "Later Tonight" and "Motel La Solitude" albums and the brand new track "Io Sono Il Deserto" written by Robbie Rox.

"The Ethereal Collection" is available on digital download services and on LIMITED EDITION NUMBERED VINYL LP exclusively at www.halidon.it

Directed by Stefano Bertelli

"Io Sono Il Deserto"
Recorded and produced by Max Giunta
Mixed by Marco Barusso
Mastered by Marco D'Agostino

Guitars by Marco Barusso
Additional vocals by Alice

"A special thanks to Alice for helping me to make my dream come true, for your kindness and your generosity, for the light and hope in building a new day"

Babylonia Official Site

venerdì 4 novembre 2011

Alice live nel cd "Luigi Tenco. Sulle labbra di un altro"

Verrà pubblicato il 15 novembre "SULLE LABBRA DI UN ALTRO" (Lilium/Club Tenco/Venus), un cofanetto contenente i Cd "Lontano lontano" e "Come fiori in mare Volume II".


Nel primo, curato da Enrico de Angelis, trova posto la sigla d'apertura del Premio Tenco, dal 1989 al 2010, il celebre brano "Lontano lontano", nelle toccanti versioni rese dal vivo (al Teatro Ariston nelle varie edizioni del Premio) da alcuni tra i più prestigiosi nomi della canzone italiana: Alice, Arbore, Bennato, Bersani, Cammariere, Capossela, Cristicchi, De Sio, Finardi, Guccini, Jannacci, Mannoia, Milva, Nannini, Paoli, Pravo, Ranieri, Vanoni, Vecchioni, Venditti, ma anche il grande brasiliano Gilberto Gil..
Nel secondo, con la direzione artistica di Giancarlo Onorato, il nuovo capitolo del celebre tributo uscito nel 2001 (Lilium/ExtraLabels/Virgin): 16 nomi della più recente scena d'autore italiana rendono omaggio all'autore con inedite e originali versioni personali di canzoni di Tenco: Stefano Amen, Cesare Basile, Carlot-ta, Alessandro Fiori, Iosonouncane, Mauro Ermanno Giovanardi, Ettore Giuradei, Alessandro Grazian, Guido Maria Grillo, Mariposa, Evasio Muraro, Onorato, Alberto Patrucco, Gianmaria Testa, Giulia Villari, Zibba.
Il disco, nella sua unicità, e per la prima volta, rappresenta un collegamento ideale tra diverse generazioni di artisti, riuniti tutti dal comune amore per Luigi Tenco.


sabato 2 luglio 2011

28 giugno 2011, Intervista da l'Unità

Alice: «Il pubblico è stufo del consumismo. Ora riparto da Pasolini».

La popolare interprete ospite della «Milanesiana» racconta del suo passato («Per Elisa») e del prossimo album in uscita.


Milano. Con una selezione dal suo raffinato repertorio Alice ci ha guidato nel «Giardino incantato», allestito apposta per la Milanesiana su richiesta di Elisabetta Sgarbi, ideatrice e direttrice del Festival meneghino di letteratura, musica, cinema, scienza, arte e filosofia. Il tema della XII Milanesiana è «Bugie e Verità» e, ieri sera, Alice ha scelto di svilupparlo attraverso la poetica di brani quali Povera Patria di Franco Battiato, Un Blasfemo di Fabrizio De André, Non Insegnate ai Bambini di Giorgio Gaber, 1943 di Mino De Martino che si è ispirato alla poesia della tedesca Else Lasker-Schuller , e Nomadi di Juri Camisasca. «Il titolo l'ho estrapolato in maniera ironica dalla canzone di De André pensando al nostro Paese, stregato dal mito di necessità false spiega Alice -. Tuttavia, oggi, osservo con gioia il segno di un risveglio delle coscienze, di nuove esigenze non più legate a un sistema zavorrato. Con le ultime elezioni amministrative e il referendum di questo mese il seme del cambiamento ha germogliato la sua prima fogliolina. Questo risveglio popolare è un segnale forte che manifesta il desiderio di farsi sentire, in Italia, ma anche altrove: Nord Africa, Siria, Spagna con gli Indignados ». Forlivese dal fascino tenebroso e dal possente timbro vocale, stile rabbioso «alla francese», Alice è un caso raro nel panorama musicale italiano. Programmata dalla sua prima casa discografica per diventare una star della canzone commerciale, affidata addirittura ai Pooh perché si affermasse come loro mielosa versione al femminile, Alice Visconti emerge a Castrocaro e a 17 anni è già a Sanremo, firmata Remigi. Incide un paio di 45 giri e con Festa mia, regalatale da Califano, vince la Gondola d'oro. Incide persino un brano di Riccardo Fogli, prima di fuggire da un percorso che più tardi definirà «da disgusto». Le sue pulsioni artistiche rivolte al rinnovamento, sia nell'interpretazione canora, sia nella proposta dei brani, nel 1980, approdano felicemente al connubio con Franco Battiato e il suo clan (Francesco Messina, Giuni Russo, Giusto Pio). L'anno dopo, a 27 anni, Alice (troncato il cognome) spopola a Sanremo con Per Elisa, impetuosa performance da grande chanteuse. Quanto piace la sua bellezza col broncio e la rabbia senza livore che esplode nella sua voce! Sono giorni di trionfi al Festivalbar, nei tour anche all'estero e all'Eurofestival con I treni di Tozeur, in coppia con Battiato. «Ho avuto la fortuna di incontrare musicisti straordinari che mi hanno aiutata ad emanciparmi  - commenta Alice -. Ho sempre cantato quello che mi interessa, slegata dai canoni commerciali guardando alla realtà, oltre le apparenze. Io mi considero un mezzo, consapevole o meno: cerco di comunicare emozioni sulle tematiche che mi interessano». Nonostante il solido rapporto professionale e d'amicizia, per Alice anche la «tutela» di Battiato diventa ingombrante. Rafforza il rapporto (anche personale e sentimentale) con Francesco Messina e s'incammina in un percorso élitario con album e concerti in cui si misura con i lieder tedeschi, Fauré, il surrealismo musicale di Satie e le composizioni avvolgenti di Ravel. «Fu una scelta ardita che comportò rinunce e determinò situazioni élitarie osserva Alice -, ma a monte non c'era la volontà di rivolgermi a pochi intimi. Quello che mi dava il successo commerciale non era esattamente quello che cercavo e, così, mi sentii un po' prigioniera. Avevo due possibilità: o smettevo di cantare, o cambiavo radicalmente il mio percorso per portare avanti la mia idea di fare musica e di cantare. Oggi, a distanza di 30 anni, vedo la mia crescita di cantante-pop legata proprio al disagio di quei momenti conflittuali». Alice non rinuncia alla sua identità di artista-pop nemmeno quando si rivolge alla poesia per i suoi album e i suoi concerti: «Il pubblico ha bisogno di sentire qualcosa di profondamente vero, al di là delle illusioni e delle offerte di una società basata su necessità consumistiche e, quindi, false. Penso che le riflessioni e le preveggenze di grandi poeti come Baudelaire, Pasolini, Schuller, traghettate dalla musica, possano godere di una via più diretta per raggiungere la gente e farle ritrovare quel qualcosa che manca. Nel mio prossimo album, che uscirà a ottobre, ci saranno anche Verlaine e Rimbaud: saranno tutti brani originali, arrangiati con grandi firme internazionali, tranne un paio di cover a sorpresa ».

di Paolo Calcagno L’Unità
[foto di Davide]

martedì 28 giugno 2011

27 giugno 2011, Alice canta "Povera patria"

Alice, ospite de "La Milanesiana 2011", nel suo breve concerto intitolato "Il giardino incantato", ha proposto, accompagnata alle chitarre da Marco Guarnerio: "Un blasfemo", "1943", "Non insegnate ai bambini", "Povera patria" (grazie a Davide per il video), "Nomadi" e "Dammi la mano Amore".
Questa estate non farà altre date live, in quanto si sta dedicando totalmente alla realizzazione del nuovo disco, la cui uscita è prevista per il prossimo mese di ottobre.
La Milanesiana  

mercoledì 22 giugno 2011

Alice a "La Milanesiana": «La mia Italia ha sete di poesia»

Alice: nel «giardino incantato» la gente si sta risvegliando. Il nuovo recital dell'interprete prende spunto dai versi di scrittori e cantautori

A cosa pensano i cantautori quando cantano? Per esempio, a cosa ha pensato Alice quando ha scelto di proporre per il pubblico de La Milanesiana (lunedì 27 giugno, in Sala Buzzati) un recital intitolato «Il giardino incantato»? «Pensavo al nostro Paese e alla condizione in cui si trova», risponde ridendo al telefono. «Un titolo ironico per parlare dell'oggi, anche se mi sembra che il popolo italiano, fortunatamente, abbia cominciato a svegliarsi». Nel recital non ci saranno anticipazioni dell'album che uscirà in autunno. «Canterò "Il blasfemo" di De André sui versi di Edgar Lee Masters, ed è da lì che ho preso "il giardino incantato". Poi "Non insegnate ai bambini" di Gaber, riprenderò "Povera patria" di Battiato, più qualcos'altro, per mescolare vari elementi». Da sempre Alice mostra di avere grande attenzione per i testi, che non di rado prende direttamente da poeti e scrittori come Baudelaire («L'étranger»), Pasolini («La recessione»), Else Lasker-Schüler («1943»), Fleur Jaeggy («Oceano di silenzio»). «Nel prossimo album ci saranno anche Verlaine e Rimbaud», dice. «Sono convinta che ci sia bisogno di poesia, personalmente con i miei testi mi interessa esprimere qualcosa di profondo e poetico, contemporaneamente».
E nelle canzoni è sempre possibile? «Anche se mantengo sempre un'attenzione particolare, costante per il testo, io come cantante appartengo al pop. Il pop, si sa, è un linguaggio di grande comunicazione, apparentemente semplice, ma basta poco per rischiare la banalità. A me piace il linguaggio pop, che è più leggero certo ma io voglio che non sia mai scontato. E nonostante le molte spinte per una produzione più commerciale, posso dire che mi è riuscito di mantenere la mia strada personale, credo non banale». E il pubblico come ha reagito, per esempio quando scelse di cantare Fauré, «Pie Jesu» o altri brani su musiche di Ravel, Satie? «È stato un bel salto, sapevo che ci sarebbe stata una selezione nel pubblico, però ho avuto la bella sorpresa di vedere che una buona parte di quelli che mi seguivano accolsero questa mia scommessa con grande favore».
Vincitrice del Sanremo della rinascita, 1981, con «Per Elisa» (musica di Franco Battiato e Giusto Pio, parole di Battiato e Alice), interprete personalissima di molte canzoni di Battiato («Messaggio», «Prospettiva Nevski», «I treni di Tozeur») e di Juri Camisasca («Nomadi»), Carla Bissi di Forlì, in arte Alice, coniuga negli anni Ottanta successo e qualità, aggiungendo ai concerti italiani frequenti e fortunate tournée all'estero, dalla Germania al Giappone. Nell'84, con Battiato, si classifica quinta all'Eurofestival con «I treni di Tozeur» e l'anno dopo dedica sempre a Battiato l'album «Gioielli rubati». Dall'86, la svolta. Grazie all'incontro con Francesco Messina, Alice affronta linguaggi musicali diversi e collabora con artisti internazionali. Nascono così album come «Park Hotel», «Il sole nella pioggia», «Mezzogiorno sulle Alpi». In quest'ultimo è inserito un brano, «La recessione», di Pier Paolo Pasolini. «È stato Mino Di Martino, che collabora con me, a suggerirmi quella poesia. Di Martino era uno dei Giganti, poi dopo la fine del gruppo ha intrapreso una carriera personale, musicando testi di Pasolini». Da lui è venuta la proposta di usare la versione italiana - tradotta dallo stesso P.P.P. - della poesia in friulano compresa nella raccolta «La nuova gioventù». Intanto Alice prova testi e musiche di grande spiritualità, canta con Skye dei Morcheeba e Morgan dei Bluvertigo, si fa accompagnare dall'Orchestra Toscanini, per lei suonano Paolo Fresu e Steve Jansen.
In un tour («Le parole del giorno prima») mescola poesie e canzoni dei cantautori italiani.
Ma quando, alla fine dei concerti, le richiedono «Per Elisa», lei che fa? «Per molti anni non l'ho più voluta cantare, poi nel '96 l'ho ripresa, in una versione progressive, e ora sta nella scaletta dei miei concerti. Non c'è bisogno di aspettare il bis». E «Messaggio»? «Non è ancora arrivato il momento per riprenderla, ma sento che nell'aria c'è voglia di sentirla di nuovo». Quel ritornello a voce spiegata «Vai via dalla mia vita, con te voglio farla finita» fu un grido liberatorio all'inizio degli anni 80. «Sì, lo fu anche per me. Il giorno che la rifarò, glielo farò sapere».

Intervista di Ranieri Polese - Fonte: Corriere della Sera  22 giugno 2011.

domenica 3 aprile 2011

Concerto di Alice a Rieti, 2 aprile 2011

Ultimo spettacolo, molto probabilmente, per quanto riguarda il progetto "Lungo la strada", con il programma collaudato degli anni passati, sempre emozionante e proposto con passione, rigore e professionalità.


Alice fino ad agosto sarà impegnata nella registrazione del nuovo disco di inediti che - ha anticipato - comprenderà qualche canzone sua e, tra le altre, una di Battiato, due di Tiziano Ferro e Mino Di Martino (che, per l'occasione, stavolta ha musicato una poesia di Rimbaud).
Un disco senza uno specifico filo conduttore, che conterrà dunque canzoni di vario tipo che - ha confessato entusiasta - la stanno facendo "divertire" molto. L'uscita è prevista per ottobre 2011 con tour a febbraio-marzo 2012.
Il prossimo appuntamento in cui la si potrà ascoltare live sarà a fine giugno alla rassegna "La Milanesiana" che si tiene ogni anno a Milano.
[Grazie per le bellissime foto a: Flavio (in alto), a Davide (in basso) e a Marco (foto qui a fianco) grazie anche per lo splendido video di "Non insegnate ai bambini"]


Alice, cantautrice colta ed ermetica - di  Fernando Felli, Il Giornale di Rieti

"Bella, dai lunghi capelli neri, una voce che incanta interpretando un repertorio sofisticato che tocca la sensibilità del pubblico".


Sabato 2 aprile si è svolta la seconda serata al Teatro Flavio Vespasiano del Premio Dodici Donne con la partecipazione della cantautrice Alice. Presente in platea un numeroso gruppo di fans che hanno dato alla serata la giusta calda atmosfera. Sul palco lei, Alice in splendida forma dai lunghi capelli neri sul bel viso altero, occhi da cerbiatta e movenze sprezzanti a enfatizzare l’invettiva al fiele intonata dal suo possente contralto.
Il repertorio è composto da una ventina di canzoni che svelano la peculiare ricerca dei testi molto sofisticati e spesso all’insegna del nonsense, tipico dello stile di Franco Battiato. Tra questi brani possiamo citare “ Chan-son egocentrique”, I treni di Tozeur”, “Prospettiva Nevski” nei quali emerge la forza interpretativa di Alice. C’è posto anche per la poesia portata in forma musicale come “La recessione”, un testo di Pier Paolo Pasolini, tratto dall’album più ermetico in cui l’artista raggiunge il punto più alto della propria maturità artistica. Al Friuli, terra da lei amata e dove attualmente vive, è dedicata una fiaba “Anìn à gris”, andiamo a grilli.
Seguono i brani che l’hanno portata al successo tra i quali “Il vento caldo dell’estate”, “Il sole nella pioggia”, “Come un sigillo” e “Per Elisa” con il quale vinse il 31° Festival di Sanremo nel 1981. Suggestiva interpretazione della poesia di Totò “A' cchiù bella” che è un omaggio all’amica e collega Giuni Russo. Bella l’interpretazione del brano di Franco Battiato “La cura”, particolarmente amato dal pubblico femminile. Ad accompagnare Alice in un’ora e mezza di emozioni è il bravo pianista e polistrumentista Alberto Tafuri che si alterna alla chitarra, alla tastiera e al pianoforte.
Il concerto di Alice mette d’accordo tutti e fa risaltare la bravura di una cantautrice spesso schiva ad apparire sotto i riflettori e che ai tanti applausi ricevuti risponde con un filo di timidezza. In un momento particolarmente di crisi per la cultura, causato dell’insensibilità dei governanti, si registra una controtendenza nell’aumento della presenza del pubblico, specie di giovani e questo fa pensare che l’arte in genere è fonte di vita. È quello che si sta registrando ogni sera in questo eccezionale fine settimana al Teatro Flavio Vespasiano.

martedì 8 marzo 2011

15 marzo 2011, ALICE “THE PLATINUM COLLECTION”

Sarà nei negozi da martedì 15 marzo “THE PLATINUM COLLECTION” (EMI Music Italy) di ALICE, 54 canzoni - selezionate personalmente dall'artista - che coprono l’intera carriera di dell’artista forlivese, dalle origini del 1972 col nome di Carla Bissi, passando per il periodo della seconda metà degli anni 70 come Alice Visconti, per arrivare alle due decadi di grandi successi: gli anni 80 e gli anni 90 fino al nuovo millennio. All’interno del triplo cd anche un brano inedito: una versione di “Open Your Eyes”, successo cantato in coppia con Skye Edwards nel 1998, qui presente in una interpretazione della sola Alice, senza il duetto.



Questa la tracklist dettagliata del triplo cd:

CD1:  01. Una notte speciale (tratta dall’album “Alice”, anno: 1981), 02. Nomadi (tratta dall’album “Park Hotel”, anno: 1986), 03. Il giorno dell’indipendenza (tratta dall’album “Personal Juke Box”, anno: 2000), 04. In viaggio sul tuo viso (tratta dall’album “Mezzogiorno sulle Alpi”, anno: 1992), 05. Principessa (tratta dall’album “Azimut”, anno: 1982), 06. Ecco i negozi (feat. Morgan) (tratta dall’album “Viaggio in Italia”, anno: 2003), 07. Zu nah am feuer (feat. Stefan Waggershausen) (tratta dal singolo “Zu nah am feuer”, anno: 1984), 08. Dammi la mano amore (live version) (tratta dall’album “Lungo la strada live”, anno: 2009), 09. Il profumo del silenzio (tratta dall’album “Falsi allarmi”, anno: 1983), 10. Messaggio (tratta dall’album “Azimut”, anno: 1982), 11. Al principe (tratta dall’album “Viaggio in Italia”, anno: 2003), 12. Guerriglia urbana (tratta dall’album “Capo Nord”, anno: 1980), 13. Non ero mai sola (tratta dall’album “Charade”, anno: 1995), 14. Notte a Roma (tratta dall’album “Falsi Allarmi”, anno: 1983), 15. Le baccanti (tratta dall’album “Il sole nella pioggia”, anno: 1989), 16. Sera (tratta dall’album “Capo Nord”, anno: 1980), 17. Chanson d’amour (tratta dall’album “Mélodie Passagère”, anno: 1988), 18. La mano (tratta dall’album “Azimut” anno: 1982).

CD2: 01. Chan-son egocentrique (feat. Franco Battiato) (tratta dall’album “Azimut”, anno: 1982), 02. Per Elisa (tratta dall’album “Alice”, anno: 1981), 03. Volo di notte (tratta dall’album “Park Hotel”, anno: 1986), 04. I treni di tozeur (feat. Franco Battiato) (tratta dal singolo “I treni di Tozeur”, anno: 1984), 05. Luce della sera (tratta dall’album “Mezzogiorno sulle Alpi”, anno: 1992), 06. I am a taxi (remix) (tratta dal singolo “I am a taxi”, anno: 1999), 07. Summer on a solitary beach (tratta dall’album “Gioielli Rubati”, anno: 1985), 08. Azimut (tratta dall’album “Azimut”, anno: 1982), 09. The fool on the hill (tratta dall’album “Elisir”, anno: 1987), 10. Viali di solitudine (tratta dall’album “Park Hotel”, anno: 1986), 11. Il sole nella pioggia (tratta dall’album “Il sole nella pioggia”, anno: 1989), 12. In piedi su uno specchio (tratta dall’album “Charade”, anno: 1995), 13. Una sera di novembre (tratta dall’album “Capo Nord”, anno: 1980), 14. Tramonto urbano (tratta dall’album “Alice”, anno: 1981), 15. La recessione (tratta dall’album “Mezzogiorno sulle Alpi”, anno: 1992), 16. Sarà (tratta dall’album “Capo Nord”, anno: 1980), 17. 1943 (live version) (tratta dall’album “Lungo la strada live”, anno: 2009), 18. L’ombra della luce (tratta dall’album “God is my dj”, anno: 1999).

CD3: 01. Il vento caldo dell’estate (tratta dall’album “Capo Nord”, Anno: 1980), 02. Open your eyes (Versione inedita senza duetto, Versione originale in duetto con Skye Edwards tratta dall’album “Exit”, Anno: 1998), 03. Neve d’aprile  (tratta dall’album “Mezzogiorno sulle Alpi”, Anno: 1992), 04. A cosa pensano (tratta dall’album “Azimut”, Anno: 1982), 05. Luci lontane (tratta dall’album “Park Hotel”, Anno: 1986), 06. Solo un’idea (tratta dall’album “Falsi Allarmi”, Anno: 1983), 07. Rain town (tratta dall’album “Mezzogiorno sulle Alpi”, Anno: 1992), 08. Visioni (tratta dall’album “Il sole nella pioggia”, Anno: 1989), 09. Un’isola (come ALICE VISCONTI) (tratta dall’album “Cosa resta…un fiore”, Anno: 1978), 10. Io voglio vivere (come ALICE VISCONTI) (tratta dall’album “La mia poca grande età”, Anno: 1975), 11. Il senso dei desideri (tratta dall’album “Park Hotel”, Anno: 1986), 12. Lenzuoli bianchi (tratta dall’album “Capo Nord”, Anno: 1980), 13. A te… (tratta dall’album “Alice”, Anno: 1981), 14. Prospettiva Nevski (tratta dall’album “Gioielli rubati”, Anno: 1985), 15. L’apparenza (tratta dall’album “Charade”, Anno: 1995), 16. Now and forever (feat. Peter Hammill) (tratta dall’album “Il sole nella pioggia”, Anno: 1989), 17. La festa mia (come CARLA BISSI) (tratta dal singolo “La festa mia”, Anno: 1972), 18. Pie Jesu (tratta dall’album “Mélodie Passagère”, Anno: 1988).

lunedì 24 gennaio 2011

Intervista a Battiato: una canzone per il nuovo disco di Alice

È una bella, sana anomalia per un artista dei più acclamati e prestigiosi che ci abbia dato in sorte la musica italiana d’autore degli ultimi quarant’anni: da quando, cioè, cominciò a pubblicare album coraggiosi e interessanti, di rottura e di sperimentazione per il nostro mercato. Lo spirito curioso e disponibile verso l’esterno dev’essere rimasto lo stesso se Franco Battiato ha mostrato in questo periodo un grande attivismo a sostegno di artisti alle prime armi e poco conosciuti. Innanzitutto la notizia, decisamente a sorpresa, che lo colloca tra i partecipanti al festival di Sanremo, in coppia con Luca Madonia, ex Denovo e catanese come lui, con cui presenterà «L’alieno». E, poi, un paio di collaborazioni alla periferia dell’impero, con realtà giovani ed emergenti come la cantautrice Cinzia Fontana e con il gruppo «pinkfloydiano» dei Versus. Senza dimenticare che Battiato era stato anche ospite nell’album di Francesco Renga, «Un giorno bellissimo», uscito a novembre, dove figurava un suo cammeo, nel brano «La strada». Perché questa decisione di scendere in campo così frequentemente, ma non a proprio nome, Franco? «È un periodo in cui ricevo continue richieste in questo senso», risponde Battiato, 66 anni il prossimo marzo», saranno almeno una trentina negli ultimi mesi. Tendenzialmente eviterei volentieri, ma non riesco a dire di no e anzi se qualcuno insiste con belle maniere finisco per accettare. Non mi diverte, anzi mi costa sacrificio e oltretutto penso che in sostanza non serva a nulla, nemmeno per chi me lo chiede e anzi finirà per non accorgersene nessuno. Ma se ci tengono...». Diverse saranno state le motivazioni per la sua partecipazione a Sanremo, la prima volta in gara... «Luca è un caro ragazzo che da tempo, chissà perché, desidera moltissimo andare a Sanremo. Morandi e Mazzi che scelgono le canzoni mi hanno detto che sarebbe stato più semplice se mi fossi aggregato e così tra i brani propostimi da Madonia ho scelto ”L’alieno”: dove però entro in gioco dopo tre minuti. La cosa che mi piace di più è pensare che dirigerò l’orchestra nel pezzo che Luca canterà nella serata dedicata all’Unità d’Italia. Ho scelto un titolo da molti erroneamente considerato minore, ”La notte dell’addio”, di Testa e Memo Remigi, in origine interpretato da Iva Zanicchi. Secondo me è una canzone all’altezza della migliore liederistica europea: l’ho arrangiata e per pianoforte e archi e credo che Luca Madonia si metterà benissimo in luce. Vado a Sanremo per lui, non mi sento certo in gara. Resto, giocando con il titolo del pezzo, un alieno, almeno in quella cornice».
Per lei, invece, non ci sono prospettive discografiche in vista? «Mi sto godendo un momento di pausa relativa, durante la quale ho soltanto scritto una canzone, per il prossimo disco di Alice: mi è venuta bene, con un trasporto mistico che mi piace proprio. Si intitola ”Eri con me” e sono contento che sia lei a cantarla: è sempre più brava. Per il resto sono agli ultimi dettagli dell’opera centrata sul filosofo Bernardino Telesio che andrà in scena al teatro Rendano di Cosenza all’inizio di maggio: è stato un lavoro di gran soddisfazione, molto denso e impegnativo che poi con calma uscirà anche su cd». A che punto è invece il progetto del film dedicato alla vita di Haendel? «Per adesso ci sono la sceneggiatura, gli attori e una buona definizione dell’impianto produttivo: ma manca la cosa basilare, i finanziamenti. Ci sono contatti e trattative in corso e intanto so come si intitolerà: ”G.F. Haendel - Viaggio nel regno del ritorno”. La cosa sorprendente è che ormai sono riconosciuto anche come regista: sono già una dozzina le tesi di laurea sull’argomento. Cose da pazzi!». Quando la ritroveremo in tournée? «L’anno scorso ho saltato la stagione estiva e per il 2011 abbiamo previsto 15-20 concerti in luoghi scelti, con orchestra», conclude il musicista siciliano a cui sono stati dedicati ben due libri nei mesi passati, pubblicati da Giunti e da Zona. «Quello che mi sorprende sono le sollecitazioni: nonostante i tempi di crisi potrei fare un centinaio di date. Un bel segno»
di Enzo Gentile, Il Mattino, 23 gennaio 2011

mercoledì 12 gennaio 2011

Alice e Battiato per gli 85 anni del maestro Giusto Pio.

Castelfranco festeggia Giusto Pio e, felice fino alla commozione, il maestro non trova le parole per ringraziare le oltre trecento persone che martedì sera a villa Benzi Zecchini di Caerano di San Marco (Treviso) hanno voluto celebrare il suo compleanno. Ma i baci lanciati con le mani e il sorriso estatico da bambino valgono molto più di tante parole. Ottantacinque anni compiuti ieri, per il musicista e compositore di Castelfranco. Un compleanno che è stato fatto coincidere con l’inaugurazione della mostra a lui dedicata a villa Benzi Zecchini, dove tanti amici e artisti hanno voluto rendergli omaggio attraverso la musica, l’arte pittorica e la scultura. 
Amici che hanno voluto essere tutti presenti all’inaugurazione, dai musicisti Franco Battiato e Alice, al maestro d’orchestra Diego Basso, fino agli artisti Romano Abate, Milo Bianca e Angelo Gatto. Franco Battiato, poco prima dell’inaugurazione, gli si è avvicinato con una carezza affettuosa, poco dopo durante la cerimonia d’apertura della mostra, Giusto Pio gli si è appoggiato, tenendolo per un braccio. Gesti d’affetto tra due grandi amici che insieme hanno segnato la strada della musica italiana alla fine degli anni Settanta. Durante la presentazione, il sindaco di Caerano Angelo Ceccato ha ricordato che Giusto Pio è uno dei più grandi artisti italiani del secolo. «Ah è italiano? Credevo fosse veneto…», scherza Franco Battiato, che non ha mai avuto parole di stima per la Lega. Tocca a Mirko Sernagiotto, presidente della Fondazione villa Benzi Zecchini, ricordare la carriera di Giusto Pio, dai decenni passati come violinista nell’orchestra Rai, all’incontro con Battiato, fino alle composizioni di musica sacra, l’utilizzo dell’elettronica e l’apertura verso le arti figurative. Gli applausi del pubblico sono difficili da tenere sotto controllo, soprattutto alla fine della cerimonia d’apertura, l’immancabile coro «Buon Compleanno», che inizia in sordina ma poi conquista tutti: trecento persone che lo cantano. «È’ tutto enormemente più grande di come me lo immaginavo - dice sorridente Giusto Pio - una volta avevo la forza di contenere le emozioni, oggi, davanti a tutto questo, non ne sono più capace».


Scatta poi la caccia agli autografi e dopo poco Battiato e Alice si rifugiano in una stanza vicina. Guarda caso c’è un pianoforte. «Giusto Pio è un musicista con la "m" maiuscola - ricorda Alice - ma quello che colpisce di più è la sua grandezza d’animo e lo spirito di massima levatura». Battiato invece ricorda la prima volta che l’ha voluto sul palco. «Mi pare fosse il 1977, Giusto Pio era il mio maestro di violino. Un giorno gli ho chiesto se voleva venire ad improvvisare sul palco dell’università di Brescia dove tenevo un concerto - ci dice il maestro catanese - per convincerlo c’è voluto tutto il mio impegno perché era estremamente riluttante all’idea, ma poi, alla fine dell’esibizione, è rimasto sul palco da solo con il suo violino e non si riusciva più a farlo scendere! ».
fonte Corriere del Veneto

«Non so cantare, non so neanche parlare, ma avete suscitato qualcosa di grande in me». E' stato questo il grazie che, con la semplicità di un bambino e l'affabilità di un nonno, il grande violinista castellano Giusto Pio ha rivolto, ieri sera, alle centinaia di persone giunte a villa Benzi di Caerano per festeggiare lui e la sua arte (alla villa è stata inaugurata una mostra dei suoi quadri e nelle prossime settimane sono in programma dei concerti) nel giorno dell'ottantacinquesimo compleanno. E nello stesso simbolico abbraccio, con il medesimo calore e la stessa semplicità, Giusto Pio ha stretto Franco Battiato e Alice, ma anche gli innumerevoli appassionati che gli hanno chiesto una dedica sul libro realizzato dalla Fondazione Villa Benzi e a lui dedicato o "rubato" delle foto. Il tutto in una serata priva di toni smaccatamente celebrativi, cui hanno infuso calore le dediche affettuose che, a centinaia, pendevano dal soffitto al primo piano della villa e nella quale ha fatto sorridere il ricordo, da parte di Franco Battiato, della nascita dell'eccezionale collaborazione. «Volevo prendere lezioni di violino - ha ricordato Battiato - Lui non voleva darmele», mentre i suoi figli lo spronavano dicendogli che «questo è uno che ha fatto dischi, è uno famoso». «Prima eravamo uniti dall'arte, ora dall'amicizia», ha poi aggiunto il cantautore che, uomo eclettico come Giusto Pio (la mostra dei quadri del violinista ne ospita anche alcuni di Battiato), non ha taciuto, a margine del momento ufficiale, una stoccata sul fatto che «in Italia non c'è cultura». In forma strepitosa Alice, cui il tempo ha donato un'eleganza ed una finezza invidiabili. Il suo abbraccio a Giusto Pio è stato lunghissimo. «Lo ho conosciuto attraverso Battiato», ha spiegato, confidando poi di lavorare attualmente ad un nuovo disco ma anche ad un progetto teatrale. E San Remo? «Non mi riguarda». Nel commentare, fra il pubblico, i suoi quadri, Giusto Pio si è soffermato sul "No Arman", in cui un vero violino campeggia su uno sfondo geometrico. Perché la sua vera musa, la creatura di una vita resta la musica, mentre la pittura è stata un mezzo «per meglio capire ed analizzare le opere degli artisti». Sempre e comunque, con umiltà.